Il valore supremo della Tolleranza
Pubblicato il 24 Febbraio 2022
Pubblicato il 24 Febbraio 2022

Fin dall’antico tempo all’iniziato venivano affidati insegnamenti e precetti, misteri rivelati sotto voce, nel segreto del tempio, da praticare nel mondo per sublimare l’esperienza dell’incarnazione nella materia.

Oggi questi insegnamenti giungono a noi senza orpelli o antiche guise, ma non per questo prive del fascino e della difficoltà nella realizzazione che ciascuno discepolo deve porre in essere nell’immanente. La frequenza del pianeta sta mutando sempre più velocemente e cosi anche i tempi mutano in maniera repentina e ci impongono di realizzare i doni che provengono dalla Luce.

Questi sono tempi in cui i praticanti della Legge di Dio sono chiamati a domare l’ego per sublimare la natura divina che desidera investirli, prendendo coscienza della forza che lo spirito manifesta qualora vi si lascino pervadere nel proseguo del cammino verticale dell’essere alla scoperta della sua più vera natura: l’Assoluta Fiamma che tutto permea.

Nell’evoluzione umana il processo di ascesi prevede la realizzazione dei valori propri della vera vita: amore, pace, giustizia, perdono, uguaglianza, altruismo, perseguimento del bene, servizio, sacrificio per il prossimo e per la Verità, mansuetudine, coscienza delle leggi che dominano la realtà, comprensione dell’essere in armonia con il creato, fratellanza, sublimazione dell’io, consapevolezza della divinità che si riflette e contiene tutte le cose, miglioramento, evoluzione, incarnazione dell’ideale e tolleranza.

Solo realizzazione di questi valori ci consente all’iniziato di divenire viandanti dello spirito in grado di solcare le ulteriori dimensioni dell’essere. E’ una continua alchimia interiore fatta di meditazione, deduzione e determinazione costante che porterà il discepolo ad incarnare nel tempo i valori dello spirito e la piena coscienza delle Leggi, cosi da poter accedere all’integrazione cosmica, il promesso Regno dei Cieli, unione mistica con delle umanità redente. Ciò significa che se l’allievo realizza davvero questi valori può amplificare la sua sintonia con Esseri superiori evolutissimi che vegliano il suo cammino. Esseri multidimensionali pienamente coscienti della loro relazione con la Mente Creativa, proiettati nell’evoluzione ed immersi nella Conoscenza e nella Verità.

Questo è il destino che ci attende se solo realizziamo ciò che realmente siamo ossia i valori creativi che guidano l’intero universo. Detto in altri termini: possiamo considerare l’acquisizione dei valori universali come conoscenza e pratica delle Leggi di Dio e della perfetta matematica che guida il cosmo. Solo acquisendo tali capacità potremo assicurarci di divenire tutt’uno con la vita, incarnandola, divenendo cosi coscienti che, come Figli del Dio vivente, siamo Sua emanazione e in noi alberga la Sua essenza.

Nulla ci separa dalla Grande Mente Onnicreante che è in noi e quindi nulla può separarci dalla vita, da ogni forma di vita che dobbiamo rispettare e riconoscere, dandogli possibilità di esprimersi nella realtà senza giudizio, condanna o repressione.

In questa dimensione materiale siamo venuti per offrire ed offrirci a Cristo cioè alla Verità; siamo giunti qui per conoscere ed apprendere e riconoscerci nel fratello e in ogni forma di vita che incontriamo.

Non occorre perderci in emozioni, pensieri e valori negativi e neppure imporci con il prossimo se abbiamo l’incrollabile certezza che sarà la suprema Legge della vita ad insegnare alla vita e non spetta.

Questo nella pratica delle relazioni quotidiane non è mai facile.

Quante volte ci sentiamo superiori solo perché crediamo di sapere?

Quante volte cadiamo nella tentazione di imporci con il fratello, di discriminare chi non la pensa come noi o di giudicare scelte di vita non conformi alle nostre?

Dobbiamo imparare a donarci all’altro, ad offrire noi stessi al prossimo e saper attendere che l’esistenza, nella sua perfezione, faccia il suo corso.

Sarà la vita a chiamare la vita, sarà il nostro quid energetico a risuonare nel cuore di coloro che si mobilitano per i nostri stessi valori.

Da qui l’insegnamento che Adoniesis ci spinge a realizzare.

Se il Padre ci ricorda con forza il valore supremo della tolleranza, significa che spesso ne siamo carenti e ce ne dimentichiamo. Nostro compito invece è ricordarcene, farne memoria a vicenda e rimanere uniti per compiere la Sua Volontà, mantenendo sempre nel cuore la consapevolezza che ogni talento, qualità o potere che abbiamo non viene da noi ma appartiene solo a Colui che ci ha creati che può disporre di noi in qualsiasi modo crede. Dunque, sempre grande deve essere la nostra gratitudine al Creatore e alla Causa Prima che tutto ha generato e che in tutto.

L’Uno al di sopra di tutte le cose.

Cosi Adoniesis ci ha comunicato:

‘Cari amici e fratelli è giunto il momento in cui è necessario realizzare che la nostra forza e la nostra potenza, la nostra autorità spirituale e la nostra unione non sono mai state cosi forte nella storia della nostra Opera. Per questa ragione la tentazione può sopraggiungere, ostacolarci ed eventualmente farci cadere. E noi non dobbiamo cadere! Se cadiamo sappiamo che dobbiamo rialzarci, come vi ho sempre insegnato.

Ora è il momento di realizzare che la nostra forza è la tolleranza; tolleranza verso chi è ignorante, verso chi non comprende, verso chi non arriva a capire i concetti o le azioni che poniamo in essere; tolleranza verso chi non è capace, verso chi non riesce a ragionare, verso chi ha paura o verso chi si crede e si sente importante anche se non è niente.

E’ giunto il momento di capire che la nostra forza è tollerare chi non ci comprende e ci attacca perché ci invidia.

Nella pratica questo significa che se tra noi vi è un fratello che non è ben inserito nella nostra comunità o vi è un fratello un po’ escluso, che non si sente compreso, noi abbiamo il compito di coinvolgerlo perché la nostra ‘forza militare’, nel senso di spirituale, su di lui è devastante e potentissima. Mentre noi non abbiamo da nulla perdere, questo fratello può perdere tutto. Quindi è nostro compito non attaccarlo, non ignorarlo e non escluderlo o trattarlo male. Non dobbiamo mai agire in forma discriminatoria perchè significherebbe usare il nostro potere contro una persona che non lo ha. Dobbiamo capire che non possiamo mai scagliare la nostra forza contro il fratello più debole o che non ci capisce.

Quindi come agire? Dobbiamo coinvolgere il fratello, tollerarlo e, se si allontana, attenderlo ma mai discriminarlo e giudicarlo. Con i fratelli questa regola è legge mentre, con coloro che ci ostacolano, questo è un insegnamento che vi do e sono certo che con il tempo arriverete a comprenderlo.

Nell’Opera ho dato ordine di tollerare chi mi accusa su internet o in tv. Voi quindi dovete tollerare e ignorare chi si rivolge contro di noi e non curarvi degli attacchi.

Con il fratello che vi attacca o che lascia l’Opera rendetevi disponibili ad aspettare e a dialogare con lui in modo pacifico e sereno ma non siate morbosi nel cercarlo perché noi non dobbiamo mai imporre ma attendere che in quell’anima il richiamo della Verità ritorni nel suo cuore.

Vi dico questo perché dovete comprendere che siamo una forza. Noi siamo i più forti.

Ho sempre insegnato ai miei alunni che chi è più forte ed ha una potenza militare maggiore non deve fare mai la guerra, anzi deve addirittura essere tollerante se viene attaccato. In questo modo il nemico non potrà farci danno.

Possiamo esercitare la difesa e la forza solo quando viene messa a repentaglio la nostra comunità. Allora in quel caso deponiamo la tolleranza ed utilizziamo la potenza di fuoco che possediamo. In tutti gli altri casi invece, il più forte non deve mai attaccare chi è debole, anche se abbiamo a che fare con una persona arrogante o vigliacca: dobbiamo imparare a tollerarla e ad aspettarla. Solo di fronte ad un reale pericolo di vita dobbiamo intervenire. Se tolleriamo il debole, lo ascoltiamo, gli tendiamo la mano e trattiamo con lui, possiamo portarlo dalla nostra parte.

La nostra confraternita giovannea è diventata una potenza spirituale in Italia e nel mondo. Di fronte agli occhi del potere e delle persone comuni siamo molto invidiati, rispettati ed odiati.

Come dobbiamo comportarci quindi? Dobbiamo essere tolleranti e prendere esempio dagli extraterrestri. Questi Esseri in 8 minuti del nostro tempo possono letteralmente annientare il mondo. Con la potenza militare che detengono il genere umano scomparirebbe, eppure si fanno sparare e, invece di rispondere, scappano. I grigi si fanno catturare e addirittura uccidere dagli americani.

Perché non vi è una rappresaglia militare allora? Perché i capi degli extraterrestri dicono loro di sacrificarsi dato che non è messa a rischio l’Opera che la confederazione svolge.

Gli extraterrestri non muovono un dito a livello militare per liberare i loro fratelli che vengono catturati dagli eserciti della terra ma agiscono se viene messa in pericolo l’esistenza del pianeta.

Quindi, traslando questo modus operandi nella realtà operativa, più la nostra confraternita è potente, e quindi più la nostra unione è forte, più dobbiamo ignorare gli attacchi che riceviamo e apprendere la tolleranza. Nella nostra comunità possiamo anche avere delle discussioni e questo è giusto altrimenti ci sarebbe stasi ma nessuno di noi mette in dubbio i valori che perseguiamo e la nostra confraternita. Anzi, io so che tutti voi sareste anche disposti a dare la vita per l’Opera. Con questo non sto dicendo che siamo santi. Come spesso vi dico, i santi sono in paradiso. Noi siamo uomini che lottano per degli ideali e dobbiamo comprendere che, la forza che noi rappresentiamo quando ci riuniamo per dare testimonianza ai giusti, è molto osservata e seguita dal potere, dai nostri nemici ma anche da coloro che cercano una strada in cui incalarsi.

Al momento non vi è nessuna comunità nel mondo che è in grado di prodigarsi in massa e di scendere nelle strade per dare sostegno ai giusti come noi facciamo. Molti familiari di vittime di mafia ci hanno ringraziato per questo.

Questa nostra forza, che viene espressa soprattutto dai giovani di Our Voice, deve servirci a coinvolgere i ragazzi con questa metodologia. La nostra potenza di fuoco e di unione deve tendere la mano a chi è arrogante, a chi non arriva a comprendere, a chi ci snobba perché queste persone non hanno la Conoscenza mentre noi si.

Dovete capire che la Conoscenza che vi viene offerta dal Cielo, in termini militari è un ordigno nucleare per annientare il prossimo. La Conoscenza è l’arma più potente che possediamo su chi non sa. Quindi, mentre chi segue la conoscenza prosegue verso l’ascensione delle dimensioni dell’universo, chi è ignorante, arrogante o non capisce, sprofonda sempre di più verso il baratro. Siamo noi dunque a dover essere accattivanti per l’umano. Se poi l’uomo del pianeta ci rifiuta, noi ci scansiamo ma non dobbiamo mai rispondere con la nostra forza spirituale.

Questo è il messaggio che Adoniesis vi ha dato oggi. Un messaggio che dovete ricordarvi sempre perché altrimenti diventerete deboli. Dobbiamo reagire con forza solo se dobbiamo difendere la nostra famiglia spirituale da un pericolo che può ostacolarla, fermarla ed ucciderla. Se non ci sono pericoli per l’Opera, noi non dobbiamo mai usare la violenza. Uso il termine violenza nel senso di giustizia perché la violenza fisica per noi fratelli, che apparteniamo a questa confraternita, è bandita.

Non dobbiamo usare alcun tipo di forza. Questo è vietato e Dio vi metterà subito alla prova se non eserciterete il valore supremo della tolleranza. Se un fratello sbaglia, tolleratelo! Se sbaglia ancora correggetelo e, se dopo numerose volte continua a sbagliare, continuate a tollerarlo. Quando la misura è colma pregatelo di allontanarsi ma ditegli che noi siamo qui, che siamo la sua famiglia e che lui potrà tornare quando vorrà se rispetterà le regole della nostra comunità, ma non usate mai l’arma definitiva che è l’annientamento. E’ come se una squadra composta da tanti campioni si batte contro una squadra mediocre. I campioni non devono annientare quest’ultima facendogli 50 gol. Basteranno pochi punti che per vincere senza distruggere i più deboli.

Noi siamo una grande comunità, potente, forte e unita e tendiamo la mano verso chi non capisce, chi non ci arriva, chi disconosce, chi è arrogante e non usiamo mai la forza o il giudizio se la nostra Opera non viene messa in pericolo.

Dobbiamo andare avanti, essere rispettosi, studiare i messaggi, leggere gli articoli che pubblichiamo e il Vangelo. Dobbiamo continuare a fare sempre queste riunioni.

Io desidero essere presente in tutte le arche perchè devo portare a termini questa missione.

Io credo che la nostra comunità possa intervenire all’interno della società marcia in cui viviamo dando un grande contributo al cambiamento. E se non dovesse cambiare nulla, avremo comunque contribuito alla divulgazione della conoscenza per aprire gli orizzonti di coloro che desiderano conoscere la Verità. Per questo penso che nel futuro saremo sempre milioni con la determinazione che abbiamo oggi e diventeremo una forza che il male temerà sempre di più. Possiamo diventare una forza spirituale, politica ed economica. Anche se siamo persone della media o bassa borghesia, se uniamo tutto quello che abbiamo insieme possiamo abbattere il male. Vedo di fronte a noi una strada positiva’

Questo ci ha comunicato Adoniesis.

Con immensa gratitudine e speranza di realizzare i valori spirituali che Dio ci offre,

Francesca Panfili

24 Febbraio 2022

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