Ecce Homo !
Pubblicato il 27 Dicembre 2021
Pubblicato il 27 Dicembre 2021

Guarda quel povero ragazzo di pelle nera che cammina a piedi nudi nella pioggia mentre tu nel caldo della tua automobile ti dirigi in case accoglienti in dolce compagnia della tua amabile donna. Guarda quel ragazzo, guardalo. Lo vedi? Quel ragazzo si chiama Gesù Cristo, egli è Buddha il Risvegliato, è il profeta Maometto, è il divino Rama travestito da pezzente, è Krishna il beato, è un angelo disceso dal cielo, egli è tutti i santi e tutta la Legge e tutti i profeti.

Egli cammina a piedi nudi, bagnati dalla gelida pioggia, carico di logore bisacce che contengono i pochi segreti della sua incerta sopravvivenza. Guarda. Lo vedi? Egli cammina in mezzo a tanta gente ben vestita e pasciuta, che non si cura delle sue sofferenze e rivolge altrove lo sguardo e il pensiero, evitando di incrociare i suoi passi e i suoi occhi. In mezzo a tanta bella gente, egli è un miserevole e sudicio straccione senza casa e senza méta, è l’ultimo degli ultimi, il reietto, l’emarginato, l’escluso, il bandito. Nessuno vuole stare con lui, nessuno lo vuole accanto. Tutti vedono il suo bisogno ma nessuno gli si avvicina. Guarda, muove le labbra mentre cammina, tutti lo sentono mormorare ma nessuno tende l’orecchio, tutti lo scansano pensando che stia parlando da solo come un pazzo.

Sì, lui è pazzo, è impazzito di solitudine, di povertà e di stenti, crocifisso dalla vostra indifferenza. Sì, lui parla da solo, e nessuno vuol sapere cosa dice. Ma NOI ascoltiamo la sua voce, NOI leggiamo il suo pensiero. E ti diciamo che l’Onnipotente Iddio al quale indirizzate le vostre egoistiche preghiere, volge la faccia dall’altra parte per non sentirvi, ma attraverso di noi vuole ascoltare lui, lo straccione, il folle.

Ecco, il suo canto insensato si spande sottovoce nel vento e arriva fino al cielo. Il suo canto insensato è un’eco di speranze che raggiunge il paradiso, quel paradiso che sorgerà dai tormenti del suo cuore, perché i battiti del suo cuore compongono una musica che piace agli dèi. Lui cammina vestito di stracci nel freddo e nella pioggia, ma il suo cuore è sempre caldo; mentre i vostri cuori avvolti in morbidi indumenti, i vostri cuori al riparo dalle intemperie, i vostri cuori al riparo dalla vita, i vostri cuori al riparo dai problemi degli altri, i vostri cuori battono il gelido ritmo dell’egoismo.

E mentre voi andate in giro senza alzare la testa dai vostri affari, ecco, lo straccione cammina a testa alta, cammina come un vivente in mezzo ai morti, nella necropoli scintillante di festoni che servono a colmare il vostro vuoto spirituale. Egli cammina a testa alta verso l’infinito amore che lo attende al di là del vostro mondo di follia, la semplicità del suo passo rivela un’anima limpida, il suo sguardo sincero spera una consolazione che certamente verrà, e i suoi occhi fissano un orizzonte che voi non potete immaginare, perché siete acciecati dall’opulenza dei vizi e delle pretese. Lui invece non chiede nulla, e se ogni tanto riceve una moneta si mette a sussurrare benedizioni per tutti.

Sì, lui è un povero pazzo che vaga senza méta e non sa dove passerà la notte. E mentre cammina a piedi nudi nella pioggia ghiacciata, vi precede nel Regno promesso.

In Fede,

Marco Marsili

27 Dicembre 2021, ore 12.
Gubbio, Teatro Romano.

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