“Non vi assalga il dubbio… “
Pubblicato il 24 Novembre 2021
Pubblicato il 24 Novembre 2021

Correva l’anno 2010 e finalmente, grazie a Pier Giorgio Caria, ero riuscito a conoscere Giorgio Bongiovanni. Avevo ventiquattro anni, e quell’incontro diede senso a tutte le mie esperienze spirituali e a tutti i miei studi di giovane cercatore della grande Verità.

Un paio di mesi dopo l’incontro con Giorgio, tuttavia, per alcuni giorni fui sopraffatto dal dubbio. I maestri delle stelle mi avevano più volte assicurato l’autenticità dell’esperienza di Giorgio, comparendo nel cielo su mia esplicita richiesta di conferma. Ma devo ammettere che in quei giorni ero davvero confuso e accecato da assillanti interrogativi che riempivano i miei pensieri da mane a sera. L’entusiasmo iniziale stava lasciando posto ad uno stato mentale caotico, mi sentivo scollegato dalla realtà. La diffidenza si stava impadronendo di me e m’impediva di ragionare lucidamente.

Quando si approda a una realizzazione spirituale è deleterio e controproducente dare spazio alle ombre del dubbio. Per maturare le conquiste conseguite è necessario dedicarsi anima e corpo alla loro concretizzazione attraverso un intenso impegno pratico che possa dare forma a ciò che abbiamo compreso interiormente. Ma all’epoca ero inesperto e non avevo ancora ben capito che “l’albero si conosce dai frutti”, non ci sono alternative, le elucubrazioni mentali inquinano la verità.

Un pomeriggio, da solo nella mia stanza, ero seduto ai piedi del letto con le mani tra i capelli e mi arrovellavo tentando di uscire da quell’insopportabile incertezza che mi angosciava pesantemente. Ad un tratto sentii l’impulso di prendere il mio quaderno di appunti dove avevo trascritto moltissimi messaggi di Eugenio Siragusa: “Questi insegnamenti mi hanno fatto conoscere la grande Verità e mi hanno portato fino a Giorgio – pensai. – Forse mi aiuteranno ad uscire dallo sconforto.”

Aprii il quaderno e il primo messaggio che trovai fu questo:

DAL CIELO ALLA TERRA

DAL VERBO SOLARE CRISTICO

LUCI DELLA MIA LUCE VIVENTE,
NON VI ASSALGA IL DUBBIO, SE VERAMENTE CONOSCETE I POTERI DELLA MIA LEGGE E I DIVINI VALORI DELLA MIA NATURA VIVENTE.
VOI SAPETE CHE IO NON SONO L’ESPRESSIONE DELLA UMANA LEGGE, NON SONO L’UOMO, SONO DIO, E COME TALE SONO ANCHE COLUI CHE È VIVENTE IN OGNI COSA CHE È PARTE DI ME STESSO.
LA VOSTRA VITA È LA MIA VITA, IL VOSTRO SORRISO È IL MIO SORRISO E ANCHE LE VOSTRE GIOIE E I VOSTRI DOLORI SONO MIEI.
IO VI HO VOLUTI VIVENTI NEL TEMPO DELLA MIA OPERA NEL MONDO IN CUI SIETE RINATI.
IO VI HO RACCOLTI, UNO PER UNO, E AD OGNUNO HO DATO IL MIO VOLERE E UNA PARTICOLARE COSA DA SVOLGERE.
NON VI ASSALGA IL DUBBIO E NON SI INDEBOLISCA LA FEDE CHE HO RIACCESA NEI VOSTRI CUORI.
NON SI AFFIEVOLISCA IL VOSTRO CORAGGIO E NON SI SPENGA LA VOSTRA SPERANZA, SE SPESSO SIETE COSTRETTI A FARE QUELLO CHE NON VORRESTE FARE, AD UDIRE QUELLO CHE NON VORRESTE UDIRE, A VEDERE QUELLO CHE NON VORRESTE VEDERE, A TOLLERARE QUELLO CHE VORRESTE RESPINGERE.
RICORDATEVI SEMPRE CHE SIETE NEL MONDO E NON DEL MONDO E LA MIA DIVINA LUCE È NEL MONDO E VOSTRO TRAMITE I MIEI ANGELI PREPARANO COLORO CHE IO HO SEGNATI PER ESSERE RISVEGLIATI E PER PARLAR LORO DI ME, DELLA MIA VERITÀ, DEL MIO TEMPO E DEI MIEI PROFETIZZATI DISEGNI; DISEGNI CHE DEBBONO SVOLGERSI ED ADEMPIERSI.
I POTERI DELLA MIA LEGGE SONO IN PIENA ATTIVITÀ, ED OGNI COSA VIENE SMOSSA, AGITATA E TESA ALLA PURIFICAZIONE. I VALORI DIVINI DELLA MIA NATURA VIVENTE SONO MANIFESTATI IN VOI, IN VOI CHE SIETE LA MIA PAROLA E LA FORZA CHE DA ESSA SCATURISCE.
A VOI È STATO AFFIDATO IL COMPITO DI LIEVITARE IL BENE, LA GIUSTIZIA, LA PACE E L’AMORE DEL MIO CELESTE REGNO, E DI ESALTARE TRA I PACIFICI ED I MANSUETI LA LEGGE DELLA FRATELLANZA UNIVERSALE E LA IMMENSA FELICITÀ CHE TALE LEGGE EDIFICA NELLE ANIME E NEI CUORI DEGLI UOMINI.
QUESTO VI È STATO AFFIDATO DA COLUI CHE FU, È E SARÀ IL VOSTRO SOSTEGNO, LA VOSTRA SICURA GUIDA, IL VOSTRO SPIRITUALE CONFORTO; EGLI È E SARÀ SEMPRE LA PURA ESPRESSIONE DI ME E DELLA MIA ETERNA VERITÀ; EGLI È IL PRIMO E L’ULTIMO, L’ALFA E L’OMEGA.
ORA VI DICO: NESSUNO CONOSCE CIÒ CHE EDIFICA L’OPERA VOSTRA, MA IO SÌ, IO CONOSCO I FRUTTI CHE SI MATURANO. CONOSCO PURE COLORO CHE VI PROCURANO SOFFERENZE, CHE VI CALUNNIANO, CHE VI PERSEGUITANO E RIDONO DI VOI, COSTORO NON SANNO CHE CIÒ FACENDO LO FANNO E ME.
MA IO LI RIPRENDERÒ E LI PORTERÒ LÀ DOVE NESSUNO DI LORO VORREBBE ANDARE. NON TEMENTE VOI CHE SIETE NELLE MIE GRAZIE E CHE PER AMOR MIO NON AVETE RIPOSO. LA BEATITUDINE SARÀ IL VOSTRO PREMIO E NEL MIO REGNO SARÀ LA VOSTRA CASA; DIMORERETE IN ETERNO NELLA MIA LUCE DI AMORE E DI PACE, DI BELLEZZA E DI FELICITÀ.
SIATE FEDELI SINO ALL’ULTIMO ISTANTE ED ABBIATE NEI VOSTRI SPIRITI L’ALLEGREZZA CHE VI HO DATA. VOI SIETE LA MIA LUCE VIVENTE NEL MONDO, NON VI ASSALGA IL DUBBIO, PERCHÉ È VERITÀ QUANTO, TRAMITE IL MIO SERVO E FRATELLO VOSTRO, VI HO DETTO E VI DIRÒ. IO E GLI ANGELI DEI CIELI SIAMO CON VOI! AMEN.

DAL VERBO SOLARE CRISTICO

EUGENIO SIRAGUSA
Catania, 30 ottobre 1968. Ore 10:00

Il mio cuore fu colmato da un senso d’immensa consolazione, e copiose lacrime di gratitudine bagnarono le pagine che stavo leggendo. Alzai la testa e mi guardai intorno con occhi nuovi, con lo sguardo pulito e libero dall’oscuro velame che aveva angosciato quei giorni. Notai che l’atmosfera della stanza sembrava più luminosa del solito, come se fosse riempita da un chiarore etereo. D’un tratto, davanti a me cominciò a formarsi una specie di “nebbiolina metallizzata” vorticosa. Osservai lo strano fenomeno con curiosità senza timori, e vidi che la nebbiolina assumeva l’aspetto di una figura umana. Fui sopraffatto dallo stupore, mi sentivo felice ma non riuscivo a muovermi, o meglio non provai nemmeno a muovermi, pensai che forse stavo sognando eppure sapevo bene di essere sveglio. In pochi secondi apparve davanti a me la silhouette di una ragazza, era talmente vicina che per guardarla tutta intera dovetti piegare il capo all’indietro scorrendo lo sguardo dal basso in alto, dai piedi alla testa. Mentre pian piano “si materializzava”, lei non diceva nulla e stava ferma intanto che io la contemplavo. Indossava una specie di tuta da sci di color grigio traslucido che emanava incantevoli riflessi rosa diffusi su tutto l’indumento. Era magra e molto slanciata, forse sarà stata alta un metro e ottanta, e le sue forme femminili erano aggraziate e leggiadre. Quando i contorni del viso furono più nitidi guardai la strana bellezza del suo volto. Portava un piccolo cappuccio a elmetto che era tutt’uno con la tuta, ma il viso era scoperto e finemente incorniciato da capelli rossi e lisci. Benché lei sembrasse più o meno mia coetanea, la sua espressione seria mi faceva sentire piccolo come un bambino e allo stesso tempo trasmetteva una serenità quasi commovente. La sua materializzazione non fu mai completa, infatti riuscivo a vedere abbastanza chiaramente attraverso di lei; ricordo che mentre stavo lì immobile a guardarla col cuore in gola, potevo vedere l’armadio che si trovava alle sue spalle, cioè vedevo l’armadio attraverso la trasparenza del suo corpo. Considerando che la distanza tra l’armadio e il letto dov’ero seduto è di circa un metro, lei si trovava veramente a pochi centimetri da me, e mi pareva che dalla sua figura venisse un’aria fresca.

Dopo circa dieci o quindici secondi di silenzio, entrò col suo sguardo nel mio sguardo, e senza muovere le labbra scandì lentamente queste parole con voce melodiosa e leggermente metallica:

“GIORGIO BONGIOVANNI, È IL NOSTRO MESSAGGERO.”

Dopodiché, così com’era apparsa, scomparve. L’apparizione era durata più o meno trenta secondi. Trenta secondi che non potrò mai dimenticare.

Potrei sbizzarrirmi sugli aspetti simbolici della vicenda. Ad esempio, la vicinanza della ragazza può significare che i fratelli dello Spazio mi sono vicini; il fatto che io abbia dovuto piegare indietro la testa per guardarla, può significare che per comprendere interamente la Loro natura è necessario lo sforzo di “guardare in alto”, cioè il distacco dalle cose terrene; la sua trasparenza può significare che Loro sono sinceri; il fatto che fosse una ragazza, una femmina, può essere una metafora che rimanda agli aspetti del femminino sacro, oppure può significare la complementarietà rispetto a me che sono maschio. Sì, insomma, le interpretazioni simboliche possono essere molteplici ma non so se abbiano senso. Ciò che conta davvero è l’accaduto in sé per sé, e soprattutto le parole che mi ha detto. Perché quando ha detto “Giorgio Bongiovanni, è il nostro messaggero”, mi ha fatto capire molto di più, mi ha trasmesso il concetto come certezza indubitabile, e mi ha fatto realizzare la piena riconoscenza per aver potuto incontrare in questa vita un autentico messaggero di Dio. Ho avuto la sensazione fisica che ogni cellula del mio corpo fosse permeata da questa informazione, come se l’informazione si fosse impressa indelebilmente nella mia anima, come se l’informazione fosse istantaneamente diventata una certezza assoluta, un dato di fatto assodato, una realtà punto e basta, non un concetto astratto ma una verità logica e matematica. Come a dire: “Hai due occhi, due braccia, due gambe, e Giorgio è il nostro messaggero, è naturale, è la realtà, è verità.” Le parole della ragazza mi hanno trasmesso un’idea molto più ampia rispetto al significato letterale: mi hanno fatto intendere chiaramente che “il nostro messaggero” non voleva dire soltanto “il messaggero degli Extraterrestri”, ma piuttosto “il messaggero del Cielo”, il Cielo inteso come l’insieme delle Potenze Celesti che governano la Creazione. Questo concetto è stato assolutamente lampante, indiscutibile, meravigliosamente sicuro come un porto di salvezza cui si approda dopo un naufragio durato mille vite.

* * *

Qualche tempo dopo l’apparizione, una sera camminavo riflettendo sulla concretezza delle opere da compiere. Nello specifico, Giorgio aveva esortato me e la mia compagna Francesca a realizzare un programma radiofonico nella nostra città, Gubbio. Onestamente non sapevamo da dove cominciare, anche perché qui c’è un’unica emittente radiofonica e i proprietari sono lontani anni luce dai nostri discorsi, dai nostri interessi. Quindi… ecco sorgere nuovamente il dubbio! Stavolta però il dubbio era più sottile, perché si trattava di un dubbio razionale: noi non avevamo nessuna esperienza radiofonica, non sapevamo un bel niente di niente, non conoscevamo nessuno che potesse aiutarci e non sapevamo da dove cominciare, soprattutto perché non si trattava di organizzare una singola intervista o una singola puntata, ma dovevamo inventare da zero un vero e proprio palinsesto radiofonico scritto, diretto e interpretato da noi due, un programma che potenzialmente poteva andare avanti vita natural durante!

Ecco, mentre camminavo sotto le stelle, il sottile dubbio razionale si insinuava in me. Così mi rivolsi ai fratelli dello Spazio chiedendo un segno: “Dobbiamo veramente fare il programma radio?” Immediatamente una bellissima sfera luminosa attraversò il cielo sopra di me, e dopo il suo passaggio notai, quasi per caso, una scritta disegnata sul cassone di un camion parcheggiato lì per strada. La scritta era tracciata a mano libera, tipo le scritte che fanno i ragazzini per dichiarare un amore o qualche frase memorabile. Nel mio caso, la scritta era questa: “GIORGIO!!!” Cioè il nome “Giorgio” scritto in maiuscolo, sottolineato tre volte e con tre punti esclamativi. Poi ditemi voi se la mia vita non è assurda. Forse qualcuno dirà che potrebbe trattarsi di una strana coincidenza, se non fosse che… mentre leggevo esterrefatto quella scritta, in quel preciso momento, udii nella mia testa la voce della ragazza dell’apparizione! Era proprio la stessa voce melodiosa e metallica, e risuonò all’interno della mia testa come se si fosse accesa una radio nel mio cervello: “FAI COME DICE GIORGIO”.

Punto. Fine dei miei “giustissimi” dubbi razionali.

Come volevasi dimostrare, quando il Cielo ha un progetto da compiere scavalca tutti i nostri problemi e le nostre titubanze. Così, grazie a Dio, nel giro di pochissimi giorni riuscimmo a parlare con il direttore della radio che incredibilmente accolse la nostra proposta (ovviamente noi lavoravamo gratis) e ci diede la possibilità di realizzare un programma tutto nostro. Il titolo del programma era “Segnali di Vita”, con tanto di sigla musicale tratta dall’omonimo brano di Franco Battiato. Grazie all’aiuto del tecnico fonico sempre gentile e disponibile, il nostro programma è andato in onda tutte le settimane per un anno intero durante il quale abbiamo parlato di realtà extraterrestre e spiritualità, abbiamo intervistato Pier Giorgio Caria, Giorgio Bongiovanni, Flavio Ciucani ed altri personaggi, abbiamo affrontato temi scomodi come il signoraggio bancario, la corruzione dei Governi, e abbiamo avuto anche l’onore di intervistare in diretta il grande Giulietto Chiesa. Dopo un anno, com’era prevedibile, la direzione della radio prese provvedimenti… i nostri Segnali di Vita non furono più graditi e il programma venne chiuso. Ad ogni modo, missione compiuta! A ripensarci oggi mi viene da sorridere ma all’epoca fu un “test” importante per assumerci la responsabilità concreta della nostra nascente missione, un test che mise alla prova le nostre capacità, il nostro coraggio, la creatività e la costanza nell’impegno. A partire da questa esperienza la sintonia tra me e Francesca si è amplificata ancora di più e sempre di più in funzione dell’opera che abbiamo l’onore di servire.

* * *

Oggi, a distanza di oltre dieci anni, una serie di circostanze e “sincronicità” mi ha spinto a raccontare questi episodi. Ve ne racconto una, la più clamorosa. Un paio di settimane fa, cercando nel web alcune immagini per il mio libro di poesie (“Sul far del mattino, poesie e canzoni”) mi sono imbattuto in una fotografia che ritraeva una giovinetta praticamente identica alla ragazza dell’apparizione. In tutto questo tempo non avevo mai trovato una somiglianza tanto eclatante, eppure svolgo ricerche di immagini praticamente ogni santo giorno (il mio archivio conta decine di migliaia di file). La cosa che più mi ha colpito è che non stavo cercando immagini fotografiche, io stavo cercando illustrazioni e disegni fiabeschi dell‘Ottocento! Sono abituato a cercare immagini nel web, e posso assicurare che questa è una cosa molto, molto insolita, una cosa fuori dalla logica, una anomalia dell’algoritmo che decide quali immagini proporre in base al tema che si sta cercando. Infatti la ragazza era l’unica fotografia tra tutte le centinaia di disegni presenti nella pagina web, e non c’entrava proprio niente con le illustrazioni ottocentesche. Le uniche informazioni che ho trovato in rete dicono che si tratta di una ragazza russa di nome Sasha e la foto in questione è stata scattata qualche anno fa da un fotografo professionista.

Le sorprese non finiscono qui. Quando ho provato a stampare la foto, il risultato mi ha lasciato di stucco perché la ragazza appariva diversa dall’immagine vista al computer: i colori erano alterati sicché la ragazza aveva un aspetto surreale, quasi evanescente, molto simile all’apparizione!

Mi è stato detto che l’alterazione cromatica può dipendere dall’assenza del pigmento nero, eppure l’inchiostro nero nella stampante non mancava, e mi sembra alquanto strano che tra tutti i colori si sia seccato proprio il nero che è il colore più utilizzato di tutti. Sono propenso a credere che i fratelli dello Spazio abbiano messo in piedi questo “scherzetto” per mettere la loro firma su tutta la questione e farmi capire che anche stavolta c’è il loro zampino. Tra l’altro, questa storia della foto si è verificata pochi minuti prima della mia partecipazione ad un programma TV (Canale Italia) per il quale ero in apprensione; prima di parlare a un grande pubblico temo sempre di non essere all’altezza, e così ogni volta i fratelli dello Spazio mi confortano con i segni della loro presenza, della loro vicinanza.

Per obbedienza ho condiviso queste esperienze: mi è stato chiesto di metterle per iscritto ed io l’ho fatto ben volentieri, con amore e gratitudine senza fine.

In Fede,

Marco Marsili

24 Novembre 2021

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