Il Grande Reset dei padroni universali (prima parte)

prima parte

Il sogno prometeico dell’uomo contemporaneo

L’umanità di oggi sembra irretita da un sogno prometeico: sconfiggere la natura, superare il destino biologico del corpo potenziandolo per trascendere ogni limite umano attraverso la materia ed allungare la vita tramite la scienza materialista, plasmando così una nuova tipologia umana, un super-uomo capace di sfidare il Creatore, una macchina umana apparentemente perfetta e libera dai limiti e dall’obbedienza alle leggi della vita stabilite dalla Creazione, un uomo però senz’anima e coscienza, che ricalca il disegno malloniano condotto dall’angelo caduto, Lucifero.

Solo la Gnosi può salvarci dall’illusione dei nuovi ammiccanti feticci, che stanno diventando religione di massa e facile seduzione per individui pronti a tutto pur di concretizzare la loro sete di possesso in un orgiastico bagno di materia. Conoscenza e azione sono le armi più importanti che abbiamo per impedire il compimento del progetto di Arimane e dei suoi sodali.

Per questa ragione è fondamentale comprendere le dinamiche che caratterizzano la fase del Grande Reset dell’umanità, per evitare che anche le nostre menti vengano esse stesse resettate ed offuscate dalla scintillante nebbia del male, il quale presenta progetti in apparenza utili e perfetti ma che in realtà sono validi solo ad ingabbiare l’uomo nella prigione della materia.

Conoscere il pensiero delle grandi menti raffinatissime che governano l’economia mondiale ci consente anche di capire meglio la nostra lotta contro il male, per diventare ogni giorno sempre più coscienti di ciò che stiamo realizzando in questa vita al fianco di colui che addita il male e che prepara il ritorno del Maestro dei maestri Gesù Cristo.

Il Grande Reset

Dopo il dilagare della pandemia da Covid-19 gli equilibri internazionali si sono modificati ulteriormente e questo ha comportato un cambiamento inaspettato degli assetti globali che ha coinvolto le nostre vite. C’è chi legge l’avvento del Coronavirus come una sorta di spartiacque della storia, dividendo il mondo in Before Covid (BC) e After Covid (AC), mimando cioè il Prima e Dopo Cristo.

Nonostante il potente virus abbia riconfigurato gli assetti socio-economici mondiali, l’umanità sembra non aver compreso la lezione che avrebbe potuto apprendere in questi mesi, come più volte ci è stato detto anche dalle Intelligenze Superiori. L’uomo, ancorato ai meri valori materiali dell’esistenza, continua la spasmodica ricerca di “normalità e sicurezza” illusorie ed evita di riesaminare il proprio stile di vita e di ripensarlo in un’ottica di umanitarismo vòlto al bene comune e alla vera evoluzione umana, che passa necessariamente per i valori spirituali.

In questo contesto di forte paura generalizzata e di controllo da parte delle istituzioni, ecco presentarsi filantropi multimilionari, intellettuali al soldo di grandi corporation, note organizzazioni come World Economic Forum, Banca Mondiale, OMS, Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea, fondazioni private appartenenti alle famiglie più ricche del pianeta, potenti multinazionali, media mainstream e persino influencer di fama internazionale nel mondo dei social (che hanno grande appeal soprattutto sui giovani), che tutti all’unisono si adoperano per diffondere un paradigma socio-economico e governativo che vuole rafforzare e rendere accettabile alle masse un nuovo ordine internazionale. Un nuovo ordine che già da molti decenni è stato progettato a tavolino dai master of the universe, ma purtroppo gli stessi popoli si illudono di esserne fautori e ne divengono difensori intransigenti. Un nuovo assetto, dunque, basato sulla logica arimanica già notificata più e più volte dai grandi padroni del mondo, che basano il successo dei loro progetti sull’ignoranza delle masse ipnotizzate da mass-media e distrazioni d’ogni genere e tipo.

Molte di queste istituzioni e i loro rappresentanti sono stati citati in vari messaggi trasmessi dagli extraterrestri negli ultimi anni. In un messaggio dal titolo “Anticristo” (11 luglio 2007), gli extraterrestri commentavano così la sete di potere e il folle progetto dei padroni del mondo che presiedono organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale:“IL CINISMO, LA SETE DI POTERE ED IL FOLLE DELIRIO DI SANGUE CHE POSSIEDONO I PADRONI DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E LA BANCA MONDIALE (F.M.I. E B.M.). QUESTI DUE ISTITUTI, COME ALCUNI GIÀ SANNO E COME MOLTI IGNORANO O FANNO FINTA DI NON SAPERE, SONO NELLE MANI DELLE NAZIONI PIÙ RICCHE DEL MONDO (U.S.A. SOPRATTUTTO) E DEI LORO PADRONI ECONOMICI, NON CERTAMENTE DEI POLITICI CAPI DI GOVERNO.IN QUESTI DUE ISTITUTI VIENE DECISA LA SORTE E LA SOPRAVVIVENZA SOCIALE, POLITICA, ECONOMICA, ECC. DI TUTTI I POPOLI. INDIFFERENZA, APATIA, CINISMO, ODIO E SETE DI POTERE SONO I SENTIMENTI CHE ANIMANO I DIRIGENTI DEL F.M.I. E DELLA BANCA MONDIALE. NON TRASCURATE O SOTTOVALUTATE QUANTO VI DICIAMO SU QUESTI DUE POTERI CHE COMPLEMENTANO IL CONCETTO DI ‘ANTICRISTO’ DI CUI VI ABBIAMO ACCENNATO, TRAMITE IL NOSTRO AMICO MESSAGGERO GIORGIO BONGIOVANNI, NEI MESSAGGI DEL 13 GENNAIO DEL 2007.SPESSO QUESTI ISTITUTI BANCARI CHE DOVREBBERO REGOLARE, APPOGGIARE, EQUILIBRARE IN SENSO PACIFICO E POSITIVO L’ESISTENZA DEI POPOLI TRAMITE UNA SANA E GIUSTA ECONOMIA, SONO CAUSA DI TERRIBILI INGIUSTIZIE, DI VERI E PROPRI ATTI CRIMINALI NEI CONFRONTI DEI POPOLI PIÙ POVERI E DELL’UMANITÀ IN GENERE. AI VERTICI DEL LORO POTERE (I MANAGER CHE PRESIEDONO QUESTE DUE BANCHE) VI SONO MENTI ASSASSINE, CRIMINALI E SCHIZOFRENICHE. I LORO SPIRITI SONO IN PREDA E DOMINATI DAL MALE ASSOLUTO.”

In questa allarmante situazione, tuttavia, la credenza più diffusa è quella di un futuro che garantirà “normalità e sicurezza” basate su scientismo e determinismo acclamati dal popolo belante, vale a dire la credenza nel piano arimanico astutamente travestito coi nomi di “progresso”, “sostenibilità”, “diritti”, “svolta green”, ecc.

Contestualmente, in mezzo al letargo dilagante delle masse c’è un piccolo nucleo di “risvegliati” dell’umanità ventura che si mostra riluttante e resistente al paradigma del reset (letteralmente “azzeramento”) dei corpi e delle menti, il Grande Reset che persegue senza sosta i propri fini alle soglie di quella che gli economisti definiscono Quarta Rivoluzione Industriale.

Cos’è il Grande Reset

Il Grande Reset propone la costruzione di un nuovo mondo diverso da quello che abbiamo conosciuto sino ad ora, il quale viene definito “antiprogressista” e “non più funzionante”. Per questo, i grandi padroni universali che governano la Terra intendono passare ad una nuova normalità basata su un nuovo modo di vivere l’economia, la politica, la socialità e la governance degli Stati. Per realizzare questo grande disegno è però necessaria una crisi. È necessaria una crisi globale: questo è ciò che sostengono numerosi organismi sovranazionali che da decenni decidono quali nazioni devono crescere e quali devono essere schiacciate da politiche di austerity e deregulation che smantellano il tessuto sociale, come ad esempio le politiche condotte dal Fondo Monetario Internazionale nei confronti di Grecia e Argentina.

Si riprende quindi un concetto, quello della shock economy miltoniana, secondo cui le crisi sono veri e propri strumenti di potere fondamentali per implementare nel tessuto socio-economico modifiche dirompenti e impensabili fino a quel momento, inducendo nuove abitudini e veicolando nuove idee o determinati temi politici che prima sarebbero stati inaccettabili.

Il fine del Grande Reset globale, dunque, è solo apparentemente la costruzione di una società più giusta per il raggiungimento di un bene superiore. È un grande inganno, perché il cosiddetto “bene superiore” viene ideato e strutturato dagli stessi organismi sovranazionali e dai colossi della finanza che dominano il mondo, cioè gli stessi soggetti i cui interessi ben si discostano da quelli dei popoli e del pianeta.

Tra i colossi fautori del Grande Reset vi sono i tre maggiori mutual funds globali ossia Vanguard, Black Rock e State Street Global Advisor, tre fondi di investimento che insieme detengono ogni fetta del mercato globale, da Big Pharma alle aziende impegnate nella transizione ecologica, passando per l’industria alimentare e quella delle armi, le banche, il mercato dei semi e il mercato biologico, le compagnie assicurative, l’intrattenimento, il settore dell’auto, dei videogiochi, del turismo, delle compagnie aeree, il big tech, i media mainstream, i social, il petrolio, le agenzie di rating, l’abbigliamento e molto altro.

Questi tre mutual funds sono strettamente interconnessi l’uno con l’altro grazie a legami proprietari molto riservati tra i loro vertici. Il loro peso economico è tale da condizionare ogni area di attività umana, e così la loro influenza si estende come una piovra in tutto il sistema internazionale, compresi gli Stati nazionali i cui debiti sono in parte nelle mani di queste “tre sorelle” che tengono in pugno l’economia del mondo.

Sono proprio questi grandi colossi dell’economia e della finanza i protagonisti del Great Reset. Sono loro, le grandi corporation che nell’ultimo secolo hanno distrutto intere popolazioni depredando il pianeta e le democrazie. Sono sempre loro, che si ergono a rappresentanti degli interessi collettivi ma in realtà perseguono solo i propri interessi, oggi come ieri. Anche su di loro i messaggi extraterrestri non sono mancati nel corso degli anni. Dalle intelligenze cosmiche è arrivata chiara la comunicazione che “IL MONDO È NELLE MANI DI ASSASSINI E CRIMINALI TRAVESTITI DA CORPORATIONS, MULTINAZIONALI, CAPI MAFIOSI, CAPI RELIGIOSI, CAPI POLITICI, BANCHE, ECC. ECC.”, come è stato detto a Giorgio Bongiovanni in uno dei messaggi che definiscono il sistema anticristico (tutti i messaggi sono allegati al termine della trattazione).

Secondo alcuni studiosi come la giornalista, scrittrice e attivista canadese Naomi Klein (autrice di varie opere tra cui Shock Economy e il bestseller internazionale No logo) si tratterebbe di un disegno pianificato già da tempo, definito come screen new deal: una rivoluzione architettata per innescare trasformazioni senza precedenti dando origine ad una società molto più tecnologica, proiettata verso cambiamenti epocali che coinvolgono la sfera antropologica, politica, economica, sociale ed educativa, quindi de facto ogni attività e peculiarità umana.

Questo reset epocale del mondo, tutto delineato dai padroni universali, è quindi basato sul compimento di un piano definito già da molti decenni, un progetto arimanico che vuole delineare un nuovo ordine globale a partire dal capitalismo economico, rivisto in chiave ancora più integralista ed imperialista.

Questa nuova visione del mondo, confezionata dal principe che lo governa, è già in fase di attuazione; il primo cambio di passo è proprio quello del paradigma umano, in questo modo si potrà attuare la vera finalità dell’anticristo: la manipolazione globale delle menti e delle anime. Anche questo era stato annunciato in un messaggio extraterrestre ricevuto da Giorgio Bongiovanni nel 2011 in cui si spiegava il fine del sistematico cambio del paradigma sociale e umano:

“LA METODOLOGIA DEL POTERE MONDIALE NELLE MANI DEL PRINCIPE DI QUESTO MONDO PER NOI È CHIARA E PALESE. L’INGANNO È PANE QUOTIDIANO PER MANIPOLARE LA MASSA UMANA AFFINCHÉ QUESTA NON SI RIBELLI, ANZI, SI PROSTRI SEMPRE DI PIÙ ALL’IMPERO E AI SUOI VASSALLI.”

Il nuovo paradigma umano dei master of the universe

L’uomo con le sue limitazioni fisiche di età, facoltà mentali e salute, nella visione del Grande Reset diviene biologicamente un ente da superare. Sono le esigenze di un corpo che tende all’invecchiamento che vanno oltrepassate, un argomento quello dell’antiaging (anti-età) che affascina le masse ammaestrate da anni ed anni di società dello spettacolo, che propone corpi statuari e perfetti imbottiti di plastica e silicone, sia per nascondere i segni del tempo che passa, sia (soprattutto!) per sopperire alle mancanze interiori di una vita materialista che non contempla la crescita spirituale e la realizzazione della Coscienza Universale.

Si apre così una nuova tappa della storia umana in cui il paradigma scientifico attuale, quello stesso paradigma finanziato e pilotato dai padroni del mondo, diviene “nuovo Credo”, nuova religione da osannare, nuovo oppio dei popoli che reclama il superamento della biologia umana.

In questo nuovo mondo gli uomini godranno del prolungamento della vita fisica, e ambire all’immortalità diverrà il fine ultimo della collettività, una collettività addestrata ad hoc, incapace di ragionare lucidamente perché immersa da un lato nell’edonismo e dall’altro lato nel panico di nuove sfide immunitarie, nuove spinte terroristiche, nuovi nemici invisibili, ecc.

Questo è il programma che i burattinai hanno pianificato: un “caos globale permanente”, uno scenario di guerra senza limiti o guerra infinita che sta già diventando la regola, dove si ha paura di un nemico sempre nuovo e sempre invisibile e dove la sicurezza delle nazioni verrà garantita dai nuovi tutori dell’ordine: le grandi corporation dell’economia e della finanza.

La paura della morte dovuta ad un’esistenza priva di valori spirituali, e quindi la esasperata preservazione dell’esistenza fisica intesa come mera tutela di un corpo senz’anima né coscienza, ossia (parafrasando il filosofo Agamben) “nuda vita” da preservare, sono elementi di continuo stress traumatico per ogni individuo. Il popolo perciò è portato ad accettare o addirittura a richiedere una fitta rete di sorveglianza globale che controlli ogni aspetto della vita sociale.

L’idea della rete di controllo globale può forse sembrare eccessiva agli occhi di chi non ha mai studiato l’argomento, ma si tratta di un modello ben noto ed è a tutti gli effetti una realtà in fase di attuazione; la filosofa e docente universitaria statunitense Shoshana Zuboff (scrittrice accademica con dottorato in psicologia sociale presso l’Università di Harvard) lo definisce “capitalismo della sorveglianza”, un sistema ultratecnologico che effettivamente ha già iniziato a delineare il destino umano. La digitalizzazione di un mondo sempre più interconnesso, l’avvento del cosiddetto “internet delle cose” e di una tecnologia in grado di espandere i limiti biologici della creatura umana, sono pilastri del nuovo ordine globale.

Lo stesso modello capitalista, come detto, dovrà subire un cambiamento sostanziale che ci sta portando verso la Quarta Rivoluzione Industriale. Dal neoliberismo contemporaneo si dovrà passare ad un nuovo capitalismo definito come stakeholder capitalism (“capitalismo di chi detiene gli interessi”) in cui le imprese private rappresentano dei fiduciari della società in grado di offrire -a loro dire- la migliore risposta alle sfide attuali sia ambientali che sociali. Si mira quindi a privilegiare sempre di più gli interessi degli stakeholder ossia dei gruppi o dei singoli individui che attraverso la loro influenza possono raggiungere scopi precisi e determinati per ottenere vantaggi a favore dell’élite mondialista che governa il pianeta. Vantaggi privati, ovviamente, che invece i popoli interpreteranno come benefìci fondamentali per la vita collettiva.

Le grandi corporation o gruppi di potere e di interesse, a capo di organismi e fondazioni internazionali, eserciteranno ancora di più la loro influenza nel mercato globale per continuare a far prevalere i loro fini a discapito degli Stati nazionali che, esautorati sempre di più dal loro ruolo, divengono servili esecutori delle decisioni dei master of the universe. Saranno questi ultimi, tramite corporation e mercati finanziari, i nuovi demiurghi contemporanei acclamati dai popoli quali salvatori del mondo.

Sempre di più coloro che possiedono il denaro e i capitali stanno diventando i nuovi idoli delle masse, le quali si affideranno a questi organismi sovranazionali sperando così di sfuggire alla paura della morte e dei nemici invisibili che imperversano nella società: virus, terrorismo, crisi ambientali e “nuove sfide” come già ipotizzato ad esempio dal World Economic Forum dove si è discusso della scoperta di vita extraterrestre come fattore di rischio per la stabilità e la sopravvivenza del sistema di governance mondiale.

Abbiamo visto come gli interessi di questi grandi fondi di investimento e corporations non coincidono mai con quelli dei popoli e degli Stati, tenuti a bada e disciplinati da algoritmi imposti dai mercati pilotati dai master of the universe. Questa lezione ce la insegna anche la storia degli Stati africani e latinoamericani, teatri dell’austerity neoliberista, schiacciati dai ricatti del debito e dalla fortissima deregulation che ha smantellato intere classi sociali; anche il caso della Grecia costretta ad obbedire ai diktat della troika ne è un esempio lampante.

Governi, media mainstream, corporation, intellettuali e persino accattivanti influencer da social media, si fanno latori del nuovo modello socioculturale che indottrina le masse e crea una crescente aspettativa nella mentalità dell’uomo comune; aspettativa che genera ambizioni compulsive capaci di infrangere tutti i princìpi etici pur di raggiungere la nuova terra promessa, la terra dell’illusione materialista, una terra situata oltre le frontiere della biologia umana, dove si realizza il sogno dell’immortalità, dell’eterna giovinezza e del benessere materiale, perseguendo la preservazione della vita fisica magari ricorrendo a provvidenziali nuove tecnologie pur di ottenere tutto ciò che nella società dell’apparenza è divenuto anelito collettivo.

Spinto dalla paura della morte, ignaro delle leggi dell’esistenza e della scienza dello spirito, l’uomo si fa egoista e ambisce solo alla custodia della nuda vita per conservare le sue funzioni biologiche il più a lungo possibile, tramite l’intelligenza artificiale e i prodigi della tecnologia, sacrificando però il pensiero, la coscienza, l’anima, le emozioni, l’unione fraterna e la solidarietà tra i popoli. Questo è il nuovo orizzonte del Grande Reset.

In questa visione dell’uomo, nel nuovo progetto mondialista a farla da padrone è proprio l’innovazione tramite l’intelligenza artificiale quale strumento di controllo. In una società sempre più caratterizzata dalla cyber security tramite riconoscimento biometrico, tramite applicazioni multimediali di vario genere e tipo e tramite sistemi di monitoraggio globale, ecco che la tecnologia sviluppata dalle grandi corporation del Big Tech si presenta come un necessario strumento di protezione e controllo degli Stati e dei cittadini, uno strumento di controllo indispensabile per accedere a qualsiasi servizio pubblico o privato.

Ovviamente il controllo interessa anche i Big Data: l’enorme mole eterogenea di dati virtuali che riguardano ogni aspetto della realtà, soprattutto la vita umana e le peculiarità degli individui (dalle preferenze musicali alle condizioni di salute). Gli esperti che possiedono le chiavi d’accesso a questi dati possono scoprire i legàmi tra fenomeni diversi, relazioni, tendenze culturali, ecc. e prevedere quelli futuri. A livello giuridico si è già posto il problema dei rischi che l’uso dei Big Data comporta per la privacy dei cittadini e per l’esercizio stesso della democrazia. Secondo lo studioso di cultura digitale Kevin Kelly, ex direttore e cofondatore della rivista Wired, i cui scritti sono apparsi su New York Times, Esquire, The Economist e altri importanti periodici: “Se si vuole modificare il comportamento in Rete delle persone, basta semplicemente alterare sullo schermo gli algoritmi che lo governano, che di fatto regolano il comportamento collettivo e spingono le persone in una direzione preferenziale.” Questo non è soltanto un inquietante panorama futuro, è già il presente, sta già accadendo: ricordiamo ad esempio lo scandalo Facebook del 2018 finito anche in tribunale, quando Cambridge Analytica (società che analizza Big Data) utilizzò i dati personali di 87 milioni di utenti a scopo di propaganda politica.

Lo stesso potere istituzionale, in futuro verrà esercitato attraverso forme di vigilanza e assoggettamento che circoscriveranno sempre di più la vita dell’uomo ad una “prigionia digitale”, e chi non si adeguerà alle regole del nuovo modello sarà considerato individuo inaffidabile a cui negare l’accesso al lavoro, al credito, alla sanità, alla vita pubblica. Anche questo è scritto nei numerosi report delle fondazioni internazionali e degli organismi economici internazionali che hanno definito gli scenari futuri pensati dai master of the universe.

Una delle organizzazioni che da anni preconizza tali scenari è la Rockefeller Foundation che nel 2010, in collaborazione con il Global Business Network, ha pubblicato un report dal titolo “Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale”. In tempi non sospetti, dunque, il testo illustrava nuovi scenari ipotetici per far fronte alle sfide globali ed attuare il Grande Reset. Si ipotizzavano quattro scenari di tipo apocalittico e catastrofico e le diverse soluzioni da attuare per garantire il proseguo globale. È curioso notare come sia stata ipotizzata una pandemia su larga scala dove gli Stati con i loro leader avrebbero avuto “mano libera nell’imporre l’ordine nel modo in cui preferivano” e “i cittadini erano disposti a cedere parte della propria indipendenza e privacy a Governi più paternalistici, in cambio di maggiore sicurezza e stabilità” …un caso?

Questi concetti espressi anni addietro, dunque, raccontavano la realtà che viviamo oggi: il tempo della Quarta Rivoluzione Industriale che rappresenta il Grande Reset. È il tempo in cui “il mondo digitale e quello virtuale devono divenire un tutt’uno” come afferma Satya Nadella, amministratrice delegata di Microsoft.

Sia chiaro, chi scrive non è contrario all’uso intelligente della tecnologia e della scienza che -se sviluppata e utilizzata con coscienza e senso etico a disposizione della vita e della sua evoluzione- può certamente migliorare il futuro umano. Ma qui parliamo di un progetto che non ha nulla a che fare con una visione umanitaria dell’esistenza. Qui parliamo di un progetto delineato da una scienza senza coscienza che mira ad anteporre l’uomo a Dio: l’uomo che si sostituisce a Dio, l’antica e sempre attuale sfida luciferica della creatura verso il Creatore.

Di questa scienza senza coscienza, perseguita e adorata dall’umanità del pianeta Terra, si è parlato più volte nei messaggi extraterrestri fin dai tempi del contattista Eugenio Siragusa che già negli anni ‘80 del secolo scorso denunciava i rischi della “scienza della materia” contrapposta alla “scienza dello spirito”. A tal proposito proponiamo la lettura di un’importante analisi a firma del ricercatore Pier Giorgio Caria, a questo link.

In questo messaggio del 1993 ricevuto da Giorgio Bongiovanni, gli extraterrestri definivano le varie categorie della scienza senza coscienza che l’uomo pone in essere, una scienza senza coscienza che prevede anche l’uso scellerato della tecnologia. Nel messaggio del 20 agosto 1993 intitolato “LA SCIENZA SENZA COSCIENZA DI UNA SOCIETÀ INGIUSTA ED IRRESPONSABILE”, vengono presentate le forme in cui tale scienza si esprime, e viene consegnato un accorato appello da parte delle Potenze Celesti all’umanità terrestre, che ancora oggi prosegue ciecamente la sua folle corsa verso l’autodistruzione.

La nostra trattazione intende criticare uno scenario che proietta l’individuo in un futuro distopico in cui egli stesso si erge presuntuosamente al rango di divinità indipendente dal vero Dio (l’Intelligenza Onnicreante). Tale presunzione potrebbe scaturire anche dalla conquista della longevità, possibilmente grazie ad una pillola capace di prolungare la vita fisica, o grazie ad una tecnologia capace di “aumentare” le capacità cognitive accrescendo il potere cerebrale, di certo non quello spirituale. Il progetto che riguarda la “pillola di lunga vita”, ad esempio, è tutt’altro che fantasioso: vi sono istituti di ricerca e addirittura alcuni premi Nobel che vi stanno lavorando già da molto tempo, strizzando l’occhio all’utilizzo del Litio e dei radiofarmaci. Anche questo progetto è stato rivelato con largo anticipo da Giorgio Bongiovanni come parte del vasto piano dell’anticristo per sedurre le masse.

Ciò che il modello di nuova normalità vuole inculcare, tra le altre cose, è una concezione di Essere umano che non contempla la sua stessa anima e la sua coscienza, un Essere umano la cui identità nasce e muore con il corpo fisico, un Essere umano che esilia nell’àmbito delle credenze obsolete la sua vera natura spirituale, cioè un Essere umano che non conosce sé stesso e che rinuncia a sé stesso, nel perenne spavento di continue minacce orchestrate ad arte e nel perenne frastuono dell’iper-connessione tecnologica, promossa dalle stesse multinazionali che macchiano di sangue il pianeta Terra.

Francesca Panfili

Potrebbe interessarti anche